
LENS
Lens è una performance di danza contemporanea che si compone di due parti distinte fra loro: un flash-mob e un sistema coreografico. È pensata per l’esterno, in site-specific, su quattro fronti (si pensi ad una piazza o ad un museo). Lens è destinata ad un pubblico eterogeneo-quindi coreografata con un’accezione “pop”, per avvicinare le persone comuni alla danza contemporanea. Adattabile ad ogni esigenza, si presta per trasferire il pubblico da un punto di affluenza (ad esempio una piazza o il foyer di un museo o di un teatro) ad uno spazio dove, dopo Lens, deve avvenire qualcos’altro (ad esempio una sala teatrale o museale specifica).

Not Ours
In un mondo in cui i governi destra ed estrema destra avanzano con forza, spesso in contrapposizione alle aspirazioni delle nuove generazioni, Not Ours indaga il rapporto tra politica, corpo e identità. Attraverso la danza contemporanea, due giovani donne esplorano il disagio e le tensioni generate da un sistema politico che non rappresenta né risponde alle reali necessità di una vasta parte della popolazione. La performance è un viaggio tra costrizioni e liberazioni, dove il movimento diventa il linguaggio per interrogarsi sulle cause profonde di una "destrizzazione" politica globale e sulle responsabilità collettive e individuali di fronte a questa realtà. Not Ours non è solo uno specchio della crisi politica odierna, ma un invito a riflettere, a reagire e a immaginare nuove possibilità di resistenza e cambiamento.

PUNTO e Virgola
Con il sostegno di ArteMente, Centro di Alta Formazione per la Danza - Organismo di Promozione della Danza e Formazione del Pubblico sostenuto dal MiC.
Il lavoro pone l'attenzione sul concetto di ripartenza. La scelta registica dell'opera è stata quella di usare inquadrature che mettono in primo piano dettagli riguardanti non solo parti del corpo femminili, sensibili e vulnerabili, ma anche uno sguardo assente, privo di vita. Punto e Virgola non è né la fine dell'idea generale, né la continuazione del concetto minore, ma qualcosa di intermedio tra le due funzioni. È il superamento di un evento passato, il conseguente assorbimento, senza processo di rimozione. È punto di partenza per ricominciare. Punto e Virgola è morte, amore, crolli, mancanza, passione e desiderio.

SOFFOCATI
Un’azienda di gomma-plastica è il luogo dove due addetti alle pulizie diventano osservatori silenziosi e testimoni attivi dei comportamenti abominevoli che si consumano al suo interno. Soffocati è una testimonianza viva e reale della nostra società: uno sguardo crudo e poetico che tenta di portare alla luce un sistema ormai troppo nocivo, rivelando gli ingranaggi che comprimono corpi, voci, dignità e possibilità. Attraverso un linguaggio scenico che intreccia teatro e danza, lo spettacolo dà forma a un racconto necessario, abitato da due performer che attraversano ruoli, visioni e tensioni in uno spazio carico di simboli e pressione emotiva.

RISONANZE
Risonanze è un percorso laboratoriale di danza contemporanea, improvvisazione e movimento espressivo destinato a persone detenute. L’obiettivo principale è quello di offrire uno spazio sicuro e creativo dove esplorare il proprio vissuto, elaborare emozioni e relazioni attraverso il corpo, e contribuire a un processo di rieducazione personale e collettiva. La danza diventa in questo contesto non solo forma artistica, ma anche strumento terapeutico e trasformativo: un mezzo per raccontare ciò che spesso è difficile esprimere a parole. Il laboratorio si basa su approcci provenienti dal teatrodanza, dall’improvvisazione istantanea, dalla contact improvisation e da pratiche somatiche. Le attività proposte combinano movimento libero, giochi teatrali, esercizi guidati, visualizzazioni, ascolto sensoriale, condivisioni verbali e lavoro di gruppo.

RICERCA
Questo laboratorio nasce dall’esigenza di stimolare una riflessione profonda: riflettere su quante infinite combinazioni di espressione esistano.
Al giorno d’oggi si fa davvero fatica a rimanere, guardare, ascoltare e a sentire la vita pienamente. Siamo inghiottiti dalla frenesia di una società altamente performante ed esigente ed arriviamo a stancarci di tutto. Ci stanchiamo dei vestiti, della musica, dei film, anche delle persone. Vogliamo raggiungere tutto, fare di tutto e poi non approfondiamo niente. Riappropriarsi del tempo e della lentezza diventa un gesto politico e poetico. In quanti modi diversi posso dire ti amo, quante versioni esistono dello stesso cielo e quante prospettive riusciamo a cambiare per connetterci ad un’altra persona.

CASSANDRA
Cassandra, figura mitologica, sacerdotessa troiana condannata da Apollo a non essere mai creduta nonostante il dono della preveggenza. Cassandra vive tra il dono e la condanna: dire la verità ma restare invisibile. Cassandra è la voce di chi sente troppo in un mondo che sente troppo poco, un viaggio tra visione e vulnerabilità, tra rabbia e speranza, tra il dolore di non essere creduti e la forza di continuare a parlare. Le performer unite da un sentire profondo ci invitano a riflettere sull'idea di stormo e su ciò che contrappone l'istinto empatico della natura all'insensibilità umana, che ha bisogno di regole per includere e riconoscere l'altro. Un invito a riscoprire il sentire autentico, a non smettere di percepire il dolore, la bellezza, la verità. In questo atto di esporsi, di parlare comunque, risiede una speranza: la possibilità di tornare a sentirci parte di un tutto, come in uno stormo.


Qualche chiacchiera in un podcastino culturale freschissimo, con focus su arti performative, video arte, danza e teatro.